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L’ultima Intervista a Emanuele Pirella
Il suo libro c'è. Ma Baudrillard è esistito?
Il prezzo, costa alla pubblicità.
Emanuele Pirella intervistato dal creativo e scrittore Salvo Scibilia sul secondo numero della Rivista Comumicazionpuntodoc che esce a gennaio, il titolo “Evoluzioni creative”.
UN LIBRO SA PRESENTARSI DA SOLO! Leggi qui il primo capitolo
Agenzie di pubblicità e la crisi. Troppe gare e spot fai-da-te.
Quando il giornalismo si fa community
Claudio Meldolesi un ragazzo che tentò l’assalto al cielo.
Il futuro della pubblicità
Murdoch e Berlusconi.
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30 ottobre 2008 | Permalink
Ventuno anni
I nostri inizi secondo un amico detto anche “dibì”.
di ORESTE DEL BUONO
(16 settembre 1987 “La Repubblica “ sezione Cultura)

La carriera dell'editore specializzato Lupetti è un altro esempio del cambiamento.
Fausto Lupetti dice di aver fatto di necessità virtù. Direttore della rivista specializzata Pubblicità domani, poi vicedirettore e condirettore della rivista specializzata Strategia, aveva interesse per i libri che sull' argomento si pubblicavano all' estero. Ma con le riviste specializzate si guadagna sicuramente di più che con i libri. Così, non trovava alleato. Poi un giorno, avendo incontrato a una festa della Rscg a Venezia Jacques Séguela, gli fece tutti i suoi complimenti perHollywood lave plus blanc appena uscito in Francia e ne chiese i diritti per l' Italia. Hollywood lava più bianco ebbe un gran successo anche in versione italiana, ma l'editore esordiente si era affidato ai piccoli distributori che vendettero per milioni e milioni di libri, ma non gli dettero i soldi.
È stato l' incontro con Baldeschi e gli altri delle Messaggerie a decidere la sorte della nuova casa editrice. Lupetti si è preso un impegno per otto uscite all' anno. Il pubblico specializzato cresce.
È in corso di stampa l'Art Directors Club Italiano Annual e per ottobre saranno in libreria Promozioni, la logica dell' emozione di Paolo Girone, su come si costruiscono i grandi fenomeni televisivi, su come la pubblicità interviene nella formazione dell'opinione pubblica, e Testimonial di Katia Ferri, sull'apporto degli attori alla pubblicità come garanti della qualità di determinati prodotti presso l'opinione pubblica. Poi, nel 1988, la prima grande opera della piccola casa editrice; il Dizionario della pubblicità e della comunicazione, dotato di 10.000 voci. Il libro, però, più interessante resta I Creativi italiani di Renata A. Prevost, già citato nelle precedenti puntate di questa chiacchierata. Ventidue ritratti di creativi, le cui peripezie e vicissitudini si intrecciano di continuo.
Renata A. Prevost ha iniziato nel 1973 come copy ed è diventata direttore creativo. Nel 1984 ha deciso di aprire con due soci una casa di produzione di film pubblicitari, la Garage cinematografica che ha sede proprio in un garage. Confessa di avere accettato la proposta di Lupetti di occuparsi dei creativi suoi amici perché da molto tempo scriveva romanzi, ma non riusciva a pubblicarli e ormai quella di fare un libro era diventata un'ossessione per lei. Non si trattava di un romanzo, ma era pur sempre un libro. Non volendo, si è trovata a scrivere il romanzo della generazione di mezzo degli apprendisti stregoni italiani sorpresi e sviscerati durante l'ascesa al potere: un romanzo moderno di soldi e sentimenti, di ingenuità e ambizioni, di infedeltà e dedizioni. Per l' altra generazione, quella più giovane (quella che pensa alla pubblicità come un impiego sicuro, un impiego statale in cui pagano di più) si vedrà.
22 ottobre 2008 | Permalink
Un assaggio dal prossimo Libro di Pia Elliott:
Sul personaggio influente della storia della pubblicità
Mary Wells

Scrive Larry Dobrow, autore di "When Advertising Tried Hardes". “If you were a copywriter or designer selected to work at DDB di in the sixties, it was much like being invited to join a team of superstars. You became a part of an organization that possessed so much talent it almost never failed to make the right play at the right time, and as a result almost never lost any competition in which it was engaged- whether to win a new clientt or win another award.”

E infatti Mary Wells è uno dei “prodotti” più raffinati della DDB (Doyle Dane Bernbach) di Bill Bernbach artefice della “rivoluzione creativa” cui, come si sa, sono usciti molti altri grandi creativi che hanno poi formato le loro agenzie ( fra gli altri, George Lois, Julian Koening, Ron Rosenfeld, John Noble, Mary Wells, David Hrzbrun, Ed Vellanti, etc. etc.).
L’altro colpo di fortuna di Mary Wells è stato invece merito di Marion Harper, patron della McCann Erickson che, visto il successo dei piccoli shop creativi, pensò bene di farsene uno in casa, all’interno del gruppo Interpublic. Così era nata, come spin off della McCann e laboratorio di idee, la Jack Tinker & Partners, un’agenzia che sembrava fatta apposta per accogliere Mary Wells, uscita dalla DDB con con Dick Rich, copywriter e Stew Greene, art director. Alla Jack Tinker c’era anche un cliente, Alka Seltzer, gentilmente fornito dalla McCann Erickson ed è in quell’ambiente (che secondo Mary Wells era come un racconto di Scott Fitgerald), che nascono le prime premiatissime campagne per Alka Seltzer, seguite, Plop plop, fizz fizz, fast fast, da altre altrettanto premiate campagne per Gillette, Buick e altri clienti, fra cui Braniff Airlines, che tanta parte doveva avere nella vita di Mary Wells.....”
09 ottobre 2008 | Permalink
Medicine... di carta
di Piero Selva
Se avete problemi psicologici, turbe, intoppi esistenziali , se nei sogni vi appare sempre papà che vi rimprovera… Se insomma qualcosa turba il vostro vivere interiore, andate non dallo psicanalista ma in libreria . Lì vi consiglieranno il libro o i libri più adatti al vostro caso. Non manuali psico o testi freudiani ma romanzi, veri romanzi. Perché spesso, dicono certi esperti, sono loro che ci aprono la mente e ci aiutano a capire noi stessi, attraverso le vie dell’emozione e della fantasia.

In libreria, per guarire Per ora però dovrete andare a Londra , dove è aperta una libreria che si chiama “ School of life ”. Raccontate ad un esperto libraio, non al solito “commesso”, i vostri problemi e lui vi impacchetterà il necessario per la vostra possibile e augurabile trasformazione interiore. Che i libri, certi libri, facciano bene allo spirito si è sempre saputo. Sfortunatamente però un libro può funzionare per una persona ed essere un mattone insopportabile per un’altra.

Ma il mondo, non solo quello della narrativa, è pieno di “Consigliori” , di gente che sa il nostro problema e quello che ci serve, che insomma pensa per noi, tipo il Gatto e la Volpe. Come si fa allora ad azzeccare il libro giusto? Ci affidiamo all’Esperto, ma in che senso e in che modo è Esperto? Oppure al tam tam degli amici, alle recensioni, alla bella copertina che ci cattura? In un mare di migliaia di romanzi vecchi e nuovi cercare il nostro lui o la nostra lei di carta è come trovare l’anima gemella. Sperate, speriamo…
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