Per Claudio Meldolesi che fu mio compagno a Milano nel ‘68 la sola immagine di esimio professore e preside del DAMS Accademico dei Lincei forse è riduttiva e sta un po’ stretta.
Sono convinto che un ricordo di Claudio come rivoluzionario sia doveroso: perché lo spirito del ’68 gli appartiene. E, appartenendogli, è entrato in maniera più o meno esplicita nella sue opere, che sono in gran parte dedicate a utopisti, a proletari, ad artisti irregolari, alle zone inquiete e marginali del teatro.
Leggi tutto |