home
la nostra storia
catalogo
librerie
anteprime
contatti
Ultimi articoli
L’ultima Intervista a Emanuele Pirella
Il suo libro c'è. Ma Baudrillard è esistito?
Il prezzo, costa alla pubblicità.
Emanuele Pirella intervistato dal creativo e scrittore Salvo Scibilia sul secondo numero della Rivista Comumicazionpuntodoc che esce a gennaio, il titolo “Evoluzioni creative”.
UN LIBRO SA PRESENTARSI DA SOLO! Leggi qui il primo capitolo
Agenzie di pubblicità e la crisi. Troppe gare e spot fai-da-te.
Quando il giornalismo si fa community
Claudio Meldolesi un ragazzo che tentò l’assalto al cielo.
Il futuro della pubblicità
Murdoch e Berlusconi.
Archivio
marzo 2010
febbraio 2010
gennaio 2010
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
17 settembre 2009 | Permalink
Claudio Meldolesi un ragazzo che tentò l’assalto al cielo.
Per Claudio Meldolesi che fu mio compagno a Milano nel ‘68 la sola immagine di esimio professore e preside del DAMS Accademico dei Lincei forse è riduttiva e sta un po’ stretta.

Sono convinto che un ricordo di Claudio come rivoluzionario sia doveroso: perché lo spirito del ’68 gli appartiene. E, appartenendogli, è entrato in maniera più o meno esplicita nella sue opere, che sono in gran parte dedicate a utopisti, a proletari, ad artisti irregolari, alle zone inquiete e marginali del teatro. Il suo ’68 è una dimensione della ricerca e delle conoscenza, una realtà interiore che, non essendo soggetta ai riflussi dell’impegno politico e al decadere dell’idealità civile, ha potuto proliferare negli anni, diventando metodo di analisi e rapporto con il teatrale.

Il personale “decentramento” di Meldolesi ha coinvolto comici dimenticati come gli Sticotti, un iniziatore caduto nell’ombra come Gustavo Modena. Con gli scritti, con la didattica universitaria, con le collaborazioni e le azioni di sostegno, Meldolesi ha compiuto piccole rivoluzioni che hanno dato straordinari frutti teatrali. In parte, adattava ai tempi la grande spinta della pedagogica novecentesco; però, chi l’ha conosciuto negli anni del maggior impegno politico, riconosce in questa sua pedagogia di intellettuale militante e formatore, uno strumento di giustizia, che, almeno nella «micro-società» del teatro (come egli stesso, con fortunata definizione, aveva chiamato le comiche compagnie) rimettesse le cose a posto. E cioè illuminasse gli ultimi, capisse gli irregolari, trascinasse al centro la periferia del teatro.

Claudio Meldolesi fa parte di quella generazione che ha cercato di dare l’assalto al cielo. Per anni ha scelto di vivere in modo modesto insieme e vicino ai lavoratori nelle fabbriche di Milano, pur essendo già padre, professore e noto studioso di teatro.

Ha scritto, sul posto, della occupazione degli operai francesi della fabbrica di orologi Lip di Besançon.
Si dice che il suo tratto era gentile. Sì, ma forse è più vicino al vero dire che Claudio Meldolesi il valore della democrazia, e quello che sta scritto nella Costituzione, lo aveva nell’anima e nella mente, sempre.
Ecco perché il metodo democratico - che appariva come gentilezza - per lui era prassi di vita quotidiana.

Fausto Lupetti

(Pubblicato il 16 settembre 2009 da La Repubblica-Bologna)
Argomenti e collane
> Scienza della comunicazione
> Economia della comunicazione
> Comunicazione sociale e politica
> Green Communication
> Illustrazione
> Comunicazione visiva
> Design e comunicazione
> Annual
> Pubblicità e marketing
> Brand imprese mercati
> Media e web communications
> Cinema e televisione
> Formazione e università
> Narrativa
> Saggistica e varia
> Arte
> Rivista