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Il suo libro c'è. Ma Baudrillard è esistito?
Il prezzo, costa alla pubblicità.
Emanuele Pirella intervistato dal creativo e scrittore Salvo Scibilia sul secondo numero della Rivista Comumicazionpuntodoc che esce a gennaio, il titolo “Evoluzioni creative”.
UN LIBRO SA PRESENTARSI DA SOLO! Leggi qui il primo capitolo
Agenzie di pubblicità e la crisi. Troppe gare e spot fai-da-te.
Quando il giornalismo si fa community
Claudio Meldolesi un ragazzo che tentò l’assalto al cielo.
Il futuro della pubblicità
Murdoch e Berlusconi.
E-book, gli editori sono tranquilli
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08 febbraio 2010 | Permalink
Il suo libro c'è. Ma Baudrillard è esistito?
di Cesare Cavalleri

L'editore Fausto Lupetti, di Bologna, ha pubblicato una svelta antologia degli scritti di Jean Baudrillard, con una bella copertina: si vede un libro fotografato di sbieco, sul quale si legge il nome dell'autore (Baudrillard, appunto), e il titolo: La scomparsa della realtà. Sotto, parafrasando Magritte che ha intitolato «Ceci n'est pas une pipe» il suo famoso quadro che rappresenta una grande pipa, c'è il sottotitolo «Ceci n'est pas un livre». La copertina esprime bene la contraddittorietà e l'arguzia di Baudrillard (1929-2007), l'ex marxista, sessantottardo e finalmente apostolo della post-modernità, il quale in diversi volumi ha sostenuto che il virtuale ha ormai scacciato il reale: Magritte, infatti, poteva ben dire che la sua «non era una pipa», essendo la rappresentazione di una pipa, ma Baudrillard (o l'editore) non può dire che quello non è un libro, perché, invece, «è» un libro, di circa 140 pagine, che costa 12 euro. Lo slogan sarebbe appropriato se il libro apparisse sullo schermo televisivo o su YouTube, ma non in un libro stampato su carta. Insomma, anche se siamo invasi dal virtuale, la realtà resiste. Tuttavia, è suggestivo e anche divertente seguire le elucubrazioni di Baudrillard. Ascoltiamo: «Il concetto chiave di questa Virtualità è l'Alta Definizione. Quella delle immagini, ma anche quella del tempo (il Tempo Reale), della musica (l'Alta Fedeltà), del sesso (la pornografia), del pensiero (l'Intelligenza Artificiale), del linguaggio (i linguaggi numerici), del corpo (il codice genetico e il genoma). Dovunque l'Alta Definizione segna il passaggio, al di là di ogni determinazione naturale, verso una formula operativa - più precisamente "definitiva" - verso un mondo dove la sostanza referenziale diventa sempre più rara. La più alta definizione del medium corrisponde alla più bassa definizione del messaggio - la più alta definizione dell'informazione corrisponde alla più bassa definizione dell'evento - la più alta definizione del sesso (il porno) corrisponde alla più bassa definizione del desiderio - la più alta definizione del linguaggio (nel codice numerico) corrisponde alla più bassa definizione del senso - la più alta definizione dell'altro (nell'interazione istantanea) corrisponde alla più bassa definizione dell'alterità e dello scambio, eccetera». Brillante, no? Certamente brillante e suggestivo, ma sotto sotto si intuisce il sofisma. Che è innanzitutto linguistico: che cosa intende Baudrillard quando parla di «determinazione naturale», o quando, altrove, usa parole come «metafisica», «estetica», «referenziale», che derivano dall'elaborazione razionale di secoli di filosofia? Come prefazione all'antologia (ben tradotta e annotata da Augusto Zuliani) è stato scelto un testo di Edgar Morin, del 2004. Lo studioso della complessità racconta della sua amicizia con Baudrillard e sintetizza in quattro parole la sua impressione sull'amico: «È geniale, ma strano!». Proprio così, geniale e strano, e non si sa quale dei due aggettivi prevalga sull'altro. Lo stesso Morin avverte che non bisogna tirare troppo la corda: «Ritengo che il valore di Baudrillard consista nel suo lavoro di derealizzatore, eccellente nel disgregare le evidenze, ci risveglia, ci stimola ed eccita. Tuttavia giunge il momento in cui esagera: sostenere che la guerra del Golfo non è avvenuta è una grande esagerazione, anche se è vero che ci sono state molte illusioni in questa guerra». Insomma, la realtà finisce sempre per riprendere il sopravvento. Altrimenti, come ha scritto con qualche perfidia Philippe Corcuff in morte di Baudrillard, si può sostenere che Baudrillard, come pensatore, non è quasi esistito: «Non in rapporto ai maldestri mestieranti dell'università come me, ma nei confronti di coloro che ci hanno dato la voglia di fare questo mestiere: i Merleau Ponty, Lévi-Strauss, Foucault, Duby, Bourdieu...».
icona “L’ Avvenire” su Baudrillard ,”La scomparsa della realtà” |
06 gennaio 2010 | Permalink
Il prezzo, costa alla pubblicità.
di Americo Bazzoffia

Colpisce chi osserva i mercati, l’orientamento che - con poche eccezioni - le imprese hanno adottato da qualche tempo per accelerare la ripresa.
Il prezzo sembra essere divenuta l’unica dimensione rilevante nel rapporto con il consumatore e l’unica reale “USP”(argomentazione esclusiva di vendita) promossa nella pubblicità.
Come se questa, pur importante, variabile finisse per esaurire le motivazioni che inducono al consumo. Come se il valore dell’offerta fosse sinonimo di prezzo basso o ribassato.


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04 gennaio 2010 | Permalink
Emanuele Pirella intervistato dal creativo e scrittore Salvo Scibilia sul secondo numero della Rivista Comumicazionpuntodoc che esce a gennaio, il titolo “Evoluzioni creative”.
In anteprima l’introduzione all’intervista.

Emanuele Pirella è fondatore e Presidente dell’agenzia Lowe Lintas Pirella Gottsche e della Scuola di Emanuele Pirella. Nato e cresciuto a Parma, laureato a Bologna in Lettere Moderne, la sua vita professionale, dal 1964 ad oggi, si è svolta a Milano. E’ stato Presidente dell’Art Directors Club Italiano nel 1990 e la sua agenzia ha ricevuto per diverse volte il prestigioso Leone al Festival di Cannes, oltre ai maggiori riconoscimenti italiani. Con Tullio Pericoli, Pirella collabora con pagine di satira politica a L’espresso, al Corriere della Sera e a la Repubblica. Su L’espresso, è stato titolare della rubrica di recensioni televisive per 12 anni, attività culminata con il premio Flaiano (2000).



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25 novembre 2009 | Permalink
UN LIBRO SA PRESENTARSI DA SOLO! Leggi qui il primo capitolo
icona Libros de amor |
icona L'ultimo terrestre |
icona L'anno prossimo a Gerusalemme |
icona Non c'è posto per altre sepolture |
26 ottobre 2009 | Permalink
Agenzie di pubblicità e la crisi. Troppe gare e spot fai-da-te.
Le agenzie di pubblicità sono in difficoltà come d’altra parte molte imprese italiane. Il fatto che una delle maggiori come la McCann Erickson abbandoni Assocomunicazione non rivela alcuna responsabilità per l’Associazione delle agenzie sullo stato di crisi del settore che ha altre ben più profonde e complesse ragioni.



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01 ottobre 2009 | Permalink
Quando il giornalismo si fa community
di Fausto Lupetti

Killer business model, cosi lo chiamano i profeti di quel marketing che sta prendendo il potere su internet (ipotesi suggestiva ma non del tutto improbabile). Dopo l’ecommerce ecco dunque che circola un’altra parola magica e non sconosciuta: community è la nuova miniera d’oro per la creazione di valore. Una signora danese Lisbeth Knudsen che dirige un importante gruppo editoriale Det Berlingske Officin dice: “I nostri giornali in quanto prodotti in sé, autonomi non avranno più futuro se non saranno capaci di creare dei legami con delle community. Non ci si può più accontentare di produrre contenuti, ma bisogna diventare mediatori e animatori di comunità sul web”. Dunque i giornali perdono non solo come media ma anche in autorevolezza e influenza. La tecnologia non basta per spiegarne la crisi bisogna che gli editori si inventino nuovi contenuti, interattivi, partecipativi, comunitari.



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17 settembre 2009 | Permalink
Claudio Meldolesi un ragazzo che tentò l’assalto al cielo.
Per Claudio Meldolesi che fu mio compagno a Milano nel ‘68 la sola immagine di esimio professore e preside del DAMS Accademico dei Lincei forse è riduttiva e sta un po’ stretta.

Sono convinto che un ricordo di Claudio come rivoluzionario sia doveroso: perché lo spirito del ’68 gli appartiene. E, appartenendogli, è entrato in maniera più o meno esplicita nella sue opere, che sono in gran parte dedicate a utopisti, a proletari, ad artisti irregolari, alle zone inquiete e marginali del teatro.

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24 agosto 2009 | Permalink
Il futuro della pubblicità
Una riflessione su alcuni aspetti del futuro della pubblicità viene dal libro appena pubblicato di Bernard Poulet, La fin des journaux et l’avenir de l’information, le Débat- Gallimard. 2009. Un bel libro che tocca diversi argomenti di cui varrà la pena parlarne: Social network e condivisone; il drenaggio Usa della ricchezza Internet; L’ideologia di internet, post moderni e post umani; un mondo senza esperti, Google rende stupidi.

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01 agosto 2009 | Permalink
Murdoch e Berlusconi.
L’editore che fa politica e il politico che fa l’editore, la vera ragione del conflitto.

La notizia c’è ed è questa: sappiamo per certo che gli sherpa sono al lavoro, avanti e indietro. L’incontro tra i due tycoon va preparato perché l’intesa è possibile. L’affinità ideologica c’è ma potrebbe non bastare. Parliamo di Murdoch e Berlusconi. Dopo il siluro dell’Iva del 20 % per gli abbonati Sky c’è oggi TivùSat (società fra concorrenti partecipata da Rai al 48,25%, Mediaset al 48,25% e T.I.Media-TV7 al 3,5%) alleanza nata per contrastare il monopolio del satellite della piattaforma Sky. che dal 1° agosto la priverà delle sei reti satellitari di Raisat. A questo si aggiunge anche l'Iptv di Fastweb-Mediaset che offre cinema e calcio con la serie A.

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03 luglio 2009 | Permalink
E-book, gli editori sono tranquilli
Sarebbe sciocco sottovalutare l’attenzione degli editori italiani nei confronti degli e-book . Non è questione di odori e di piaceri nello sfogliare la carta, è questione semmai di media format. Si tratta di capire - per fare un esempio banale - su quali supporti di lettura digitale si orienterà il mercato: sarà il Cy book Gen3, prodotto dalla francese Bookeen, disponibile - oltre a iLiad - sul mercato europeo, o il Sony Portable Readero o l'Amazon Kindle disponibili negli USA il lettore da acquistare? La problematica per il consumatore va dai costi, alla certezza di poter scaricare qualsiasi libro, al fatto stesso che la lettura possa avvenire in futuro direttamente su internet superando la tecnologia dell’attuale lettore digitale.

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